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Astronomia: Mur e Inaf in Cile sui siti Eso

ROMA, 16 marzo – Una visita dal valore strategico quella della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e del presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), Roberto Ragazzoni, sui siti dello European southern observatory (Eso) nella regione del deserto di Atacama, in Cile, dove sorgono i più avanzati telescopi del mondo. Eso è un’organizzazione internazionale di cui l’Italia è Paese membro dal 1982.
La delegazione italiana ha esplorato il sito dell’Extremely large telescope (Elt) dell’Eso, presso Cerro Armazones, a oltre tremila metri di quota, dove è in avanzata fase di costruzione il più grande telescopio per osservazione nella luce visibile e nell’infrarosso mai realizzato.
Il progetto vede un importante contributo italiano, sia nella ricerca sia nello sviluppo tecnologico e industriale. La comunità scientifica nazionale, coordinata dall’Inaf, è impegnata nello sviluppo di strumenti e tecnologie chiave per il telescopio e contribuisce alla progettazione e alla realizzazione di componenti ad altissima precisione. Queste soluzioni consentiranno di ottenere immagini con una nitidezza senza precedenti e di ampliare in modo significativo le possibilità di osservazione dell’universo.
Sul piano industriale, invece, un consorzio di aziende italiane si è aggiudicato la commessa per la realizzazione dell’edificio, della cupola orientabile e della struttura di supporto del telescopio, generando un ritorno economico di oltre 360 milioni di euro. Un risultato che conferma come la partecipazione alle grandi infrastrutture europee di ricerca rappresenti non solo un investimento scientifico, ma anche una concreta leva di sviluppo industriale.
“La presenza italiana all’Extremely large telescope – ha dichiarato il ministro Bernini – dimostra in modo concreto quanto la ricerca sia uno strumento strategico di proiezione internazionale del nostro Paese. Partecipare da protagonisti a una delle più grandi infrastrutture scientifiche al mondo significa affermare la qualità della nostra comunità scientifica e la solidità del nostro sistema industriale, capace di contribuire a progetti di altissima complessità tecnologica. L’impegno nell’Elt è anche una scelta politica e strategica, perché significa investire nella conoscenza come leva di competitività e, allo stesso tempo, offrire nuove opportunità alle giovani generazioni di ricercatori, che possono misurarsi con progetti destinati a segnare il futuro dell’astrofisica. La cooperazione con il Cile, che ospita queste infrastrutture uniche al mondo, rappresenta inoltre un esempio concreto di diplomazia scientifica efficace. Di come cioè la scienza contribuisca a costruire relazioni stabili e durature tra Paesi, aiuti a creare fiducia reciproca e generare benefici condivisi”.

Ragazzoni ha chiosato: “Visitare con il ministro Bernini i siti astronomici dell’Eso qui in Cile, in uno tra i luoghi letteralmente più bui del pianeta dove risiede l’accesso europeo al cielo australe, è stato un onore. Qui abbiamo potuto vedere, e spesso toccare con mano, come la ricerca italiana in astrofisica non solo si esprime ai massimi livelli nel globo ma sia anche in grado di coinvolgere l’intera filiera accademica, scientifica e industriale della nazione”.

Il sito web Eso:
https://www.eso.org/public/

 

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